Il Sulcis Iglesiente e' una terra autentica e unica, in grado di offrire, con la sua ospitalita' e le sue genti, un soggiorno ricco di sensazioni e ricordi indimenticabili, anche in autunno e in inverno. Percorsi naturalistici e culturali, il patrimonio minerario, ricchi esempi di architettura, tradizione, gastronomia ed eventi folcloristici: nel cuore del Mediterraneo, questa e' l'offerta della Provincia di Carbonia Iglesias e "questo e' quanto il turista che cerca la qualita' e l'esclusivita' nei luoghi che visita potrĆ scoprire attraverso itinerari dedicati alla scoperta delle risorse enogastronomiche, naturalistiche e culturali della nostra terra. Una Sardegna meno conosciuta, piu' nascosta, ma bellissima. Una Sardegna dalle spiagge incontaminate e dal mare cristallino. La Sardegna delle miniere e del sottosuolo affascinante. La Sardegna piu' antica, la Sardegna dei Fenici. La Sardegna del vino e del tonno. La Sardegna del Jazz e del Blues. Questo e' il Sulcis Iglesiente, nel sud-ovest della Sardegna... un territorio meraviglioso e tutto da scoprire.
Trekking nella regione mineraria sarda
Il Sulcis Iglesiente e' una regione storica della Sardegna sud-occidentale conosciuta soprattutto per l'attivita' estrattiva di minerali nel territorio di Iglesias e per quella riguardante l'estrazione del carbone nel Sulcis. Le miniere sono ormai quasi tutte dismesse ma e' ancora possibile visitare questi luoghi incontaminati attraverso percorsi turistici in cui la natura regna sovrana.
Questo immenso patrimonio storico e' stato racchiuso nel Parco Geomineario Storico e Ambientale, il primo di questo tipo realizzato al mondo e riconosciuto nel 1997 quale Patrimonio dell'Umanita' dall'Unesco.Diversi i percorsi di trekking proposti, come quello che va da Nebida al complesso minerario di Porto Flavia, un gioiello di ingegneria dove nel 1924 venne costruito uno dei piu' brillanti e innovativi sistemi di carico-scarico dei minerali con un complesso sistema di gallerie sovrapposte e nastri trasportatori. Si prosegue poi verso Pan di Zucchero, isolotto calcareo di 133 metri che ospita un modesto giacimento di galena argentifera, per poi virare verso la grotta trafora di Punta Cubedda, dove ammirare fossili di trilobiti vecchi di 550 mila anni. Il percorso termina con Cala Domestica e Buggerru, dove sorgevano i piu' grandi giacimenti di zinco d'Europa.
Altro percorso attraversa l'altopiano di Monte San Giovanni ripercorrendo sentieri, villaggi, tecniche di scavo estrutture minerarie dei minatori: un vero museo all'aperto.
Infine, da Villamassargia, paese di massai-agricoltori, ha origine il percorso che raccontale storie ancora custodite nei racconti e nelle tradizioni dei locali. Tra i conetti vulcanici circondati da boschi di eucalipti e conifere della valle del Cixerri, si va alla scoperta dell'unica testimonianza in Italia delle piu' antiche fasicontinentali del Paleozoico. Dopo un breve percorso si raggiunge il domo andesitico di Gioiosa Guardia, dove all'inizio del XII secolo fu edificato il castello da cui si gode di un favoloso panorama sull'altipiano che regala un ambiente naturale immerso nella vegetazione mediterranea alternata da prati a pascolo. Il percorso si conclude all'uliveto storico di S'Ortu Mannu dove si trova Sa Reina, la regina, l'ulivo piu' antico della Sardegna di 16 metri di circonferenza.
Trekking, natura e cultura sono gli ingredienti per chi scegliera' di trascorrere una vacanza in questi luoghi ancora incontaminati.
Gonnesa, complesso di Seruci
Come arrivare
Percorrere la SS126 Carbonia-Iglesias e, all'altezza di Bacu Abis, svoltare a sinistra per Portoscuso e procedere per qualche chilometro ancora.
Il contesto ambientale
Il complesso si trova in sito campestre.
Il complesso di Seruci, che si estende per oltre sei ettari, e' costituito da un nuraghe complesso, un antemurale, un esteso villaggio dicapanne e almeno una tomba di giganti, ubicata sulla collina prospiciente. Il nuraghe, in fase di scavo, ridotto ad un cumulo di macerie che si eleva per circa 14 m di altezza sul piano di campagna, erasicuramente un nuraghe complesso (forse pentalobato) con mastio centrale a tre celle sovrapposte, circondato da antemurale turrito.
Il villaggio si compone di oltre un centinaio di capanne adagiate lungo un pendio sulla cui cima svetta la mole del nuraghe. Il Taramelli, che opero' una prima campagna di scavo, mise in luce quattro capanne circolari. Fra queste, mostravano particolare interesse la capanna con bancone sedile alla base della pareti e nicchie sopraelevate entro le murature, e un'altra, cui era annesso un cortile rettangolare.
Gli interventi piu' recenti, concentrati nel margine SO dell'insediamento - su una superficie di mq550 - hanno portato all'acquisizione planimetrica di oltre 50 vani di diversa tipologia che si distribuiscono in sei isolati. Gli isolati, di uguale estensione e medesimo impianto ad "anello", distinti ma al contempo interrelati, si dispongono per lo piu' a gruppi di tre.
Gli scavi hanno interessato finora un solo isolato, costituto da 14 ambienti disposti a sviluppo centripeto attorno ad un cortile centrale: una tipica struttura abitativa dell'ultima fase della civilta' nuragica, evoluzione dei semplici aggregati di capanne monocellulari.
La grotta si apre al contatto tra il "calcare ceroide" e la "dolomia gialla silicizzata" (formazioni del cambrico inferiore circa 500 milioni di anni) e consiste in un unico grande vano. La caratteristica che rende particolare ed unica questa cavita' e' legata ai cristalli tabulari di barite bruno scuro che ne tappezzano completamente le pareti.
La deposizione dei cristalli tabulari di barite e' seguita alla formazione delle concrezioni semisferiche di calcite, entrambi si sono formati in condizioni di totale sommersione della grotta con circolazione d'acque e chimismo complesso. La sequenza deposizionale si e' infatti sviluppata secondo l'ordine:
- Calcite concrezionata, mammellonare, semisferica
- Baritina in cristalli tabulari bruno scuro
- Calcite candida in stalattiti, stalagmiti, eccentriche.
Le stalattiti, le stalagmiti di calcite candida, sono localmente ricoperte da eccentriche di aragonite.
Una patina di calcite secondaria polverulenta sta progressivamente celando, ricoprendoli, i cristalli di barite.La grotta e' visitabile da scuole e gruppi previa prenotazione